23 Febbraio SCIOPERO della SCUOLA – Riflessioni PARTIGIANE con vista sul voto
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Oggi è una giornata di sciopero generale in Italia e stamattina quando alle 8 suonerà la campanella non sarò nell’atrio della mia scuola ad accogliere gli alunni; probabilmente non saremo in tanti, ma forse questo è l’ultimo che potremo fare liberamente; si dice, anzi si sussurra tra i corridoi del ministero, che a luglio quando si rimetterà mano al contratto, si prenderà di peso il diritto di sciopero ed allora saranno pianti e stridore di denti per tutti. Un contratto capestro è stato firmato dai sindacati confederali, 85 euro di aumenti lordi a fronte dei 4000 persi in 9 anni di silenzio; oltre il danno la beffa, perchè a partire da oggi, gli scatti di anzianità saranno ogni 9 anni ( prima erano ogni 3). Chi ha scritto questo contratto ovviamente non ha tenuto conto del costo della vita che per tutti è sempre più alto e dei disagi che ogni insegnante è costretto a fare; hanno però guardato lontano ed hanno visto all’orizzonte una nuova ondata di docenti precari che arriveranno disperati dal meridione nel nord Italia per sopperire alla mancanza di insegnanti locali. Del resto se quest’anno ci saranno 35 mila pensionamenti la situazione, con tutti i concorsi che possono fare, non potrà che peggiorare. Leggevo che in Veneto per poter iscrivere un bambino alle materne devi essere residente da almeno 15 anni nella regione; in questo modo si dovrebbe avere la certezza che la “razza italica” sia preservata da una eccessiva contaminazione di bambini immigrati (che vergogna!). Dovrebbero fare la stessa cosa per gli insegnanti; 15 anni di residenza per accettare una supplenza in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Vuoi mettere, tutti questi siciliani che “escono il cane e non lo fanno rientrare”; tutti “fora de ball” e stiamo più freschi tutti. E poi quest’anno è tornato l’inverno, non se ne può più di questo freddo: ero convinto che tutta la caloria portata in queste valli dagli insegnanti meridionali avesse modificato il clima freddo e rigido di queste zone: evidentemente non è così. Io sognavo di far arrivare tanti camion dalla Sicilia pieni di sabbia finissima per creare dei solarium lungo le rive del Po e del Dora; dal momento che il nostro stipendio riesce a malapena a coprire le spese avremmo potuto avere un salario integrativo. Oggi però è giorno di protesta: manifestazioni in tutta Italia, corteo davanti al Ministero e poi il 4 marzo si vota: si ma chi votiamo? Perchè per gli insegnanti ormai destra e sinistra sono tutti uguali, i 5 stelle dicono che per poter insegnare, prima devi fare almeno due o tre anni di tirocinio vendendo bibite allo stadio (d’altronde Di MAIO questo faceva); allora io mi voglio creare un movimento che superi le divisioni nella scuola tra precari, docenti di ruolo, personale ATA: tutti dovremmo essere PARTIGIANI DELLA SCUOLA. Quest’anno io ci torno a votare e voto per una precaria come me, che non è neanche candidata, si chiama VIOLA e guida un movimento di sognatori che fanno tutto al contrario, eleggono dal basso i propri candidati ( infatti per questo ci sono tantissimi docenti in lista), vanno in giro a parlare con la gente, incontrano operai e studenti, disoccupati e senza casa e dicono che vogliono dare POTERE AL POPOLO: lo so, si dice il popolo “ma quannu ha cuntatu mai!!”-Sottomesso deve restare: e proprio per questo negli ultimi anni abbiamo permesso a tanta “feccia politica” di decidere il nostro futuro. Il 4 marzo non è però la madre di tutte le battaglie: ci rivedremo anche dopo e comunque vadano queste elezioni, è giunto il momento di essere tutti partigiani della scuola; d’altronde io non voto dal 2004 ( a parte il referendum), quindi vorrà dire che dovrò cercarmi la scheda.
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