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Riportiamo alcuni aggiornamenti da siti di controinformazione che raccontano in diretta quello che accade a Gaza in queste ore: lasciamo a voi ogni commento in proposito, ribadendo che l’informazione italiana si è dimostrata in questi giorni asservita ad Israele.

Ringraziamo i compagni di Info Aut, Forum Palestina e Bds per il lavoro che stanno svolgendo in queste ore.

AL MUKAWAMA fino alla Vittoria

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DA INFOAUT.ORG

AGGIORNAMENTO ORE 21 – AL-JAZEERA: 185 MORTI E 1385 FERITI, A KHAN YOUNIS UCCISO ADOLESCENTE IN MOTOCICLETTA
I morti palestinesi nei primi sette giorni dell’operazione israeliana “Barriera protettiva” contro la Striscia di Gaza sarebbero ora 185 e i feriti 1385. Lo riferisce al-Jazeera. Il portale israeliano Ynet da’ notizia di 5 persone rimaste uccise a Gaza dopo un raid dell’aviazione israeliana, mentre l’agenzia palestinese Ma’an riferisce di un adolescente palestinese, Ziyad al-Najjar, di 16 anni, colpito nella zona di Khan Younis da un razzo dell’aviazione mentre era in motocicletta.
AGGIORNAMENTO ORE 20 – ESERCITO ISRAELIANO: “HAMAS SEMBRA PRONTO PER IL CESSATE IL FUOCO”. MA IL MOVIMENTO RIBADISCE: “SOLO ALLE NOSTRE TRE CONDIZIONI”
 
“Notiamo – ha dichiarato un alto ufficiale dell’esercito israeliano a Haaretz – che Hamas è sempre più vicino ad accettare il cessate il fuoco. Sia Hamas che la Jihad islamica avranno interesse a chiudere la partita e mettere fine alle operazioni militari”. Secondo l’intelligence israeliana, l’esercito avrebbe colpito il 50 per cento dei luoghi di fabbricazione dei missili (inclusi quelli a gittata superiore a 80 km) nella Striscia di Gaza. L’intelligence stima inoltre che, in base ai razzi lanciati in questi giorni e ai siti bombardati, l’arsenale a disposizione dei movimenti islamisti sarebbe circa il 55 per cento.
Ma da fonti presenti ai colloqui ora in corso al Cairo per cercare una tregua, Hamas ha detto di acconsentire al cessate il fuoco solo se verranno rispettate tre condizioni:
– l’apertura del valico di Rafah e degli altri valichi di frontiera per l’importazione e l’esportazione
– il rilascio di tutti i palestinesi arrestati da Israele nei rastrellamenti dell’ultimo mese in Cisgiordania in seguito alla scomparsa dei tre coloni israeliani
– nessuna intromissione israeliana in un governo palestinese
Inoltre, Hamas chiede che qualcuno monitori il rispetto dell’accordo da parte di Israele. Il corrispondente di al-Jazeera ha riferito che, stando a quanto detto da un ufficiale di Hamas, Stati Uniti, Turchia e Qatar sono i maggiori attori di questi colloqui al Cairo.
Secondo Haaretz, sono 70 i missili lanciati dalla Striscia di Gaza verso Israele: in un’esplosione di qualche ora fa sono rimaste ferite due ragazzine israeliane a Lakiya, nel sud di Israele.
AGGIORNAMENTO ore 17.15 – ONU: “L’80% DELLE VITTIME SONO CIVILI, IL 20% BAMBINI”

DA FORUM PALESTINA.ORG

 

L’operazione israeliana “Barriera Protettiva” è entrata nel settimo giorno. Finora sono 172 i palestinesi uccisi e oltre 1230 feriti. Secondo il Palestinian Center for Human Rights, 130 sarebbero civili, tra cui 35 bambini e 26 donne. Oltre 17 mila persone, tra cui gli sfollati di Beit Lahiya che ieri hanno lasciato le loro case sotto minaccia di bombardamento da parte dell’aviazione israeliana, si sono rifugiate nei centri dell’Unrwa presenti in tutta la Striscia. Precipita anche la situazione sanitaria, con la penuria di medicine e di attrezzature dovute all’assedio imposto a Gaza da Israele.

Sono continuati anche nella notte i raid israeliani, soprattutto nella zona di Deir al-Balah, Beit Lahiya e Khan Younis, dove 3 persone sono rimaste uccise: i militari di Tel Aviv hanno riferito di aver colpito “42 obiettivi”. Ieri mattina è entrata in gioco anche la marina militare israeliana, con un commando che ha tentato di entrare a nord di Gaza ma è stato respinto da Hamas dopo uno scontro a fuoco. L’invasione di terra sembra sempre più vicina, anche se non ancora confermata, soprattutto dopo la riunione di ieri dell’esecutivo israeliano: dei 48 mila riservisti autorizzati dal governo, 42 mila sono stati chiamati.

Continua anche il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza: secondo i media israeliani sarebbero 700 dall’inizio dell’operazione “Bordo Protettivo”, di cui solo una minima parte, come riferisce Haaretz, sarebbe caduta nei centri abitati: il sistema di difesa antimissilistico Iron Dome finora ha una percentuale di successo dell’87 per cento. Ma Israele nella notte è stato bersagliato anche dalla Siria, con un missile caduto nel Golan occupato senza fare danni, e dal Libano, con alcuni razzi caduti nella Galilea del nord anch’essi senza fare danni. Israele ha risposto con l’artiglieria a entrambi gli attacchi, avvertendo le autorità libanesi con la mediazione dell’Unifil. Per quanto riguarda la Siria, Tel Aviv ha fatto sapere che riterrà il regime siriano “responsabile di tutto”.

Intanto, in Cisgiordania continuano i rastrellamenti dell’esercito israeliano legati alla scomparsa dei tre coloni trovati morti il 30 giugno scorso. Nella notte i soldati hanno arrestato 23 palestinesi: tra loro, riferisce Haaretz, cinque residenti di Hebron “legati a Hamas” e “sospetti complici del rapimento”. Un palestinese è invece morto questa mattina vicino Hebron, colpito dal fuoco dell’esercito che si apprestava ad arrestare tre ragazzi “mascherati e armati di pietre”.

Niente di nuovo circa i tentativi della comunità internazionale di porre fine all’attacco israeliano, tra il silenzio degli stati arabi e i deboli richiami dell’Onu a una pace giusta e a una “soluzione a due stati”. Ieri il segretario di Stato americano John Kerry si è offerto pubblicamente di mediare una tregua tra le parti, mentre il presidente dell’Anp Abu Mazen ha detto che si rivolgerà alle convenzioni e agli organismi di tutela per mettere la Palestina sotto protezione internazionale.

( Fonte: Nena News )

Nel frattempo la campagna di boicottaggio dei prodotti di Israele, continua in tutto il mondo: pubblichiamo il logo che BDS Italia sta utilizzando per promuovere l’iniziativa in tutta Italia, invitando tutti ad aderire.

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