Acqua campagna

Minchiate. Spigolature di un compagno scomodo

rubrica a cura di Salvo Vitale

 

Tira aria di una proroga senza scadenze della privatizzazione dell’acqua. Se questo governo di banchieri arriva al punto di calpestare la volontà popolare e si azzarda a non tener conto del referendum, la popolazione è autorizzata alla rivolta. Cavolo! Viviamo nella civile Europa e non possiamo permettere di venire trattati da esseri primitivi. L’acqua come l’aria è parte del pianeta e NESSUNO ha il diritto di appropriarsene. Il popolo Boliviano, con una storia diversa dalla nostra ma altrettanto antica, ha spezzato le braccia a chi si era permesso di privatizzarla, sono stati capaci in tre settimane di cacciare a calci quattro governanti e mandare a farsi fottere le multinazionali. Ci sentiamo inferiori ai Boliviani? Un governo che arriva a privatizzare un bene non suo è un governo da prendere a calci. Se la popolazione anche dinanzi a violenze di questa portata continua a piegare la schiena, non merita far parte degli uomini ma a appartiene ancora a quella delle scimmie.
Una popolazione deve pretenderlo il rispetto non aspettare che glielo concedano come una grazia. Chi governa un popolo deve piegarsi al popolo e non il contrario. Dobbiamo imparare che un governo DEVE essere al servizio del paese non diventarne il padrone. Dobbiamo imparare a farci valere, a ridimensionare l’arroganza di chi finora si è sentito padrone. E se non si riesce con le buone si rende necessario il forcone. Il forcone sta diventando un simbolo, mostriamolo a chi non vuol capire che il potere è nelle mani di chi lo impugna!

Maria Pia Caporuscio, Roma 19.01.12