Dopo il ventennio berlusconiano,fatto di comiche e grottesche figure, buona parte degli italiani si è trovata addirittura in sintonia con gli “austeriani“, i professoroni, referenti diretti del capitale finanziario. Dopo 20 anni ci siamo convinti che essere giustizialisti sia una virtù, che Travaglio sia imparziale, che tutto ciò che è contro Berlusconi sia bello, buono e corretto. Incuranti di come in realtà “non esistano poteri buoni“. Dopo 20 anni non ci siamo resi conto di come i progetti del centro sinistra siano stati più neo-liberisti dei progetti del centrodestra Berlusconiano. Pur tuttavia il governo ignorante e violento del guru di Arcore è difficilmente difendibile. Ma non è questo il tema di questo articolo. Vorrei soffermarmi, semmai, su un fenomeno che sta sconvolgendo e rivoluzionando l’Italia.

In questo momento i poteri sono in pausa.

Marzo 2013: il paese è senza governo, senza Papa, e perfino il capo della polizia Manganelli dopo una emorragia celebrale è ricoverato in ospedale.

In tale contesto c’è qualcosa che ha già cambiato il modo di fare politica. Quel qualcosa si chiama “movimento 5 stelle“.

L’importanza di questo movimento è cruciale, dal momento che è riuscito a interagire con una parte consistente dei movimenti dal basso.

 Le elezioni del 24 e 25 febbraio passeranno alla storia come le prime elezioni invernali dall’unità d’Italia. Ma non solo. Passeranno alla storia come le prime campagne elettorali virtuali, giocate all’interno dei Social Network, mentre le ormai residuali pratiche da prima repubblica stanno pian piano scomparendo. Si incrociano pratiche “novecentesche” e pratiche innovative, figlie della prima generazione “informatica”.

Andiamo a vedere quali potrebbero essere le “innovazioni di Grillo” per migliorare la situazione italiana.

Partiamo dagli strumenti. La tecnologia informatica incorpora in se oltre che grosse potenzialità comunicative anche grosse intenzionalità politiche che portano il capitale industriale a produrre mezzi informatici che, a loro volta, producono un effetto disgregante. Un esempio della non neutralità delle tecnologie è dettato  dai processi industriali. Se la televisione nasceva con determinati scopi e intenzionalità, la rete nasce secondo criteri diversi. Quando viene lanciato windows 95’ (nel 1995), subentra la logica monopolistica all’interno di una comunicazione molecolare, che punta a sottomettere ad un unico centro finanziario e produttivo tutti i diversi livelli della produzione comunicativa. Nel 1992 Bill Gates, in una lettera al linguista John Seboek scrive:

 

il potere consiste nel rendere le cose facili [I]

 

Effettivamente d’istinto, noi siamo abituati ad identificare il potere con la forza o comunque con un’azione che proviene dall’altro e che impone dei modelli di comportamento. In realtà nella frase di Gates, il potere viene descritto come un sistema di piani inclinati che mettano in condizione di scivolare pacificamente verso un’unica buca, a quel punto la buca è il potere [II]. La facilità e la semplicità per indurre a percorsi cablati. Rileggendo la frase di Gates non possiamo non pensare alle dichiarazioni di Grillo alla televisione pubblica svedese quando alla domanda:

Giornalista: Se dovesse definirsi politicamente e filosoficamente, lei cosa è?

Grillo: Io sono un facilitatore, facilito i concetti astrusi [III].

 

Grillo sarebbe coerente alla politica di Gates, quella del “Power is making things easy”. I dubbi che legittimano la dietrologia acquistano volume quando quanto detto viene affiancato alle dichiarazioni della mente imprenditrice del movimento, Gianroberto Casaleggio. Casaleggio è un imprenditore che si occupa di strategie di rete. Egli ha profetizzato la scomparsa dei giornali su carta e le rivoluzioni sociali e politiche attraverso la rete. Nella sua prima intervista pubblica Casalleggio spiega come la rete sia uno strumento per pochi eletti:

Per avere successo in rete, devi partire dalla popolarità preesistente” “Se tu non hai popolarità in rete non puoi andare” La rete è uno strumento importante che possono usare in pochi [IV]

La rete è uno strumento per pochi, e questo strumento semplifica concetti astrusi. Dunque si è liberi all’interno di vincoli, una libertà all’interno di una dipendenza, una sorta di effetto “collo di bottiglia” tanto per restare in tema di informatica.

Chi parla del primo partito privato della storia (dati alla mano) dice il vero. Abolire i rimborsi ai partiti è la cosa più “antidemocratica” che possa essere fatta, ciò impone alle formazioni politiche di mettersi sotto l’egida di qualche magnate o grossi istituti finanziari che anticipano i capitali per poi pretendere una remunerazione dello stesso impedendo ai veri movimenti dal basso di espandersi e di essere protagonisti senza nessun padrone. Solo chi avrà le dotazioni economiche e gli strumenti idonei potrà “comprarsi la leadership”. E dunque cadono i primi due principi, cavalli di battaglia di Grillo. La democrazia dal basso e l’indipendenza dai rimborsi elettorali. La democrazia all’interno del web non esiste, esiste solo una passione dissociante che trasforma la comunicazione 2d in un violento scontro dissociato e frattalizzato degno del peggior videogame. Se Berlusconi usava uno strumento accentrato e di informazione, G&C [V] utilizzano uno strumento privo di centro e basato sulla comunicazione interattiva. Ciò significa che i nuovi strumenti si concentrano tendenzialmente sulle nuove generazioni e su quelle alfabetizzate alle attrezzature informatiche. Se gli zoccoli duri, quelli ideologizzati a destra e sinistra non cederanno mai a G&C, tantissima gente “neutra”, abituata ad essere interpellata solo per la consultazione elettorale, oggi si ritrova coinvolta in un’esperienza virtuale in cui, per la prima volta,  si sente protagonista, in cui la pulsionalità e la voglia di riscatto si sostituisce alla razionalità. Se ne desume che una grossa fetta dell’elettorato e di tutti i “nerdattivisti” di Grillo appartengano alla categoria dei qualunquisti, seguiti da una grossa fetta di giustizialisti. Grillo aveva una popolarità preesistente, e l’ha usata ad arte per distinguersi dagli altri politici che sarebbero dei vecchi perché non saprebbero usare la rete. Il messaggio è quello di fare fuori i vecchi, che hanno rovinato e portato l’Italia sull’orlo del baratro.

In tutto questi una grossa fetta di movimentisti, ha aderito al progetto di G&C affascinata dalle pratiche dal basso. Vediamo perché. E’ abbastanza evidente e banale ricordare che G&C ha colmato un vuoto eccezionalmente vasto, ma sono stati altrettanto bravi ad usurpare le pratiche dei movimenti extraparlamentari e civili come quello della “pseudo autorganizzazione”. Incuranti delle decisioni dall’alto il movimento crede realmente di autodeterminarsi con la democrazia dal basso, ed ha creato un forte immaginario collettivo tanto da intercettare i movimenti popolari che hanno e stanno resistendo alla tracotanza imperialista come il No Muos e il No Tav, per non parlare dei movimenti sui diritti civili. Giusta o sbagliata che sia la nostra analisi, è giusto e doveroso ricordare che la sua campagna elettorale si è basata soltanto su delle mistificazioni riguardanti la vecchia classe politica inflazionando la parola “casta”. Casta e rivoluzione sono le due parole più inflazionate degli ultimi anni. In realtà, seppur incapaci e tendenti ad usare i soldi pubblici per scopi privati, la “casta politica”, è tecnicamente ostacolata nei suoi lavori “sovrani” per via del pareggio in bilancio e dei Trattati che subordinano le costituzioni, i governi e i parlamenti alle potenti istituzioni europee. Gli stessi bilanci nazionali dovranno prima essere ratificati a Bruxelles e poi a Roma, per cui Grillo può urlare, mandare a “fanculo” tutti ma i margini di manovra sulla spesa pubblica sono tendenti a 0, precisamente dello 0,5% rispetto al PIL. sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 3/1 a – 3/2. Dal 1° gennaio del 1999, La Banca centrale europea BCE ha per statuto come obiettivo prioritario il contenimento dell’inflazione, che deve mantenersi sotto l’inverosimile soglia del 2%. Questo si traduce in forti asimmetrie nella politica monetaria, che assume funzioni unicamente restrittive. L’espansione del credito/debito non deriva dal nostro parlamento. Le banche italiane si sono adeguate alle liberalizzazioni finanziarie, cominciate con la caduta degli accordi di Bretton Woods per corroborarsi nei primissimi anni 2000. Banche commerciali che si sovrappongono alle banche d’investimento. Il polverone alzato da Grillo è politicamente inconsistente e mistificante e tende ad industrializzare la politica, a creare rapporti diretti e di matrice clientelare tra imprese e politica. Questi rapporti sostituiranno i capitali pubblici, la cui assegnazione dovrebbe basarsi su principi democratici [VI], a quelli privati la cui assegnazione rispetterà i voleri del magnate di turno.

Le prospettive? Con il massimo ottimismo, credo che non siano buone. Il vero problema sarà quello che verrà dopo l’ultima spiaggia, dopo il polverone qualunquista e classista di Grillo. Al momento, accontentiamoci di veder riempire il vuoto con il partito del senza e del no, Grillo come la religione cattolica, si afferma attraverso la negazione, non siamo x, non siamo y e non siamo z. Prove tecniche di democrazia 2.0.

Peppe Ciuffo



[i] Franco Berardi Bifo Skizomedia 2006 DeriveApprodi

[ii] Ibidem

[iii] L’intervista è stata rilasciata alla SVT l’emittente pubblica svedese il 20 gennaio del 2013 a Taranto (Qui il link)

[iv] La prima intervista ufficiale a Gianroberto Casaleggio di Luca Martera il 15 dicembre 2005 (Qui il link)

[v] Abbreviazione di Grillo e Casaleggio

[vi] O pseudo tali