CINISI 7 DIC – #FELICIA PARTIGIANA# “Avissimu a fari arrè a Resistenza”
A noi non piacciono molto le commemorazioni, lo abbiamo sempre detto; in questi anni abbiamo spesso raccontato storie di resistenza e di lotta e possiamo dirlo Mamma Felicia è stata parte di molte di queste lotte: ricordo ancora la sua gioia nel 2002 quando migliaia di compagni e compagne arrivarono da tutta Italia per il 1° FORUM SOCIALE ANTIMAFIA; il campeggio era pieno di tende, Cinisi e Terrasini invase, forum dovunque: Felicia osservava tutto dicendo “cu l’aveva a diri”; a marzo dello stesso anno era arrivata la condanna all’ergastolo per Gaetano Badalamenti quale mandante dell’omicidio. Noi volevamo unire simbolicamente Genova con Cinisi, e così pensammo di fare incontrare due mamme Heidi Giuliani e Felicia Bartolotta Impastato, lei fu subito contenta; quelle giornate restano indimenticabili per chi le ha vissute, perché Mamma Felicia era la mamma di tutti, quella che ti aspettava dietro la porta e ti chiedeva come andava. Da quel giorno è stata un punto di riferimento costante della nostra resistenza; non è un caso che l’ANPI l’abbia definita PARTIGIANA ANTIMAFIA: la cittadinanza onoraria di Anzola d’Emilia, l’incontro con i partigiani della Brigata Stella Rossa di Marzabotto, i rapporti con il Val SUSA FILM Fest sono tutti tasselli di una vita resistenziale che fin dalla morte di Peppino hanno accompagnato la storia di questa donna. A noi piace ricordarla attraverso le sue parole di conforto e sprono: lei ripeteva spesso che “La pistola si combatte con la cultura” soprattutto a studenti ed insegnanti che visitavano la sua casa, ma io però resto legato alle sue parole forti come i macigni, rivolte a noi durante l’incontro con Franco Fontana, staffetta partigiana della Brigata Stella Rossa decimata nella strage di Marzabotto; lei quella volta disse “Avissimu a fare arrè a resistenza!!!
L’incontro avvenne nell’ambito dell’iniziativa “UNITI DALLA RESISTENZA”, un percorso che per la prima volta in Italia (e non lo diciamo noi ma il libro Storia del movimento antimafia di U. Santino), unì la lotta partigiana con la lotta alla mafia, attraverso incontri, conferenze, concerti e si concluse poi con il Primo Campeggio Nazionale delle Resistenze a Monte Sole nel 2009.
Quella esortazione ci aveva e ci avrebbe portato in giro per l’Italia a conoscere le resistenze da Termini Imerese alla Val Susa, da Marzabotto a L’Aquila fino ad arrivare negli ultimi anni a Niscemi. Anche lì abbiamo trovato le parole di Mamma Felicia, ed oggi a distanza di 10 anni dalla sua morte, preferiamo non ricordarla ma raccontarla, perché anche il racconto è resistenza!!
Felicia ha raccontato durante la sua vita la mafia in casa sua ma ha rappresentato per tutti noi l’antimafia e la resistenza di Peppino e di tutti i figli di quelle lotte; noi dovremmo raccogliere questa sua eredità e trasformarla in azioni concrete nei luoghi di lavoro, di studio e di socializzazione perchè lo dobbiamo a lei, a Peppino a tutte le donne che hanno fatto la resistenza.
A noi piace rivederti su quella porta, al passaggio dei cortei del 9 maggio, con la tua sedia e la tua storia rivoluzionaria e resistente.
Ciao Felicia, mamma partigiana antimafia!!


